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La riforma della previdenza forense Riduci
            20.03.2006.  Quale delegato per il distretto di Roma sento il dovere di informare i Colleghi che il Comitato dei Delegati della Cassa di Previdenza, nell’adunanza di venerdì 17 marzo, ha deliberato la riforma “parametrica”, vale a dire non “strutturale” della previdenza, con l’aumento della contribuzione e la riduzione delle prestazioni.
 
            Da sempre critico -spesso da solo- per le spese della Cassa, a cominciare da quelle per gli organi collegiali, tra l’altro inutilmente pletorici (Comitato dei Delegati, con ben 80 componenti e Consiglio di Amministrazione, con ben 11 componenti), da oltre un anno ero preoccupatissimo per la prospettiva di futura insufficienza dei contributi per pagare le pensioni (e le prestazioni assistenziali): trenta anni fa nessuno immaginava che gli avvocati pensionati sarebbero diventati immortali, condizione esistenziale meravigliosa e gratificante per noi (che ce la meritiamo, facendo tanto funzionare le gambe e soprattutto il cervello), ma condizione finanziaria insostenibile sempre di più per un sistema previdenziale che non la aveva prevista. 
 
Sicché, da oltre un anno, il Comitato dei Delegati della Cassa era stato informato dal Consiglio di Amministrazione che, con l’aumento della longevità e la prevedibile riduzione della redditività reale della categoria (e così con insufficiente contribuzione), con il sistema a ripartizione, che da 25 anni ha beneficato i moltissimi tra i pensionati che avevano contribuito pochissimo (riducendosi così l’accumulazione, in tali 25 anni, per i contribuenti non ancora pensionati), lo sbilanciamento sarebbe stato inevitabile verso l’anno 2026 e sarebbe stato necessario allora intaccare il patrimonio, che si sarebbe esaurito verso l’anno 2040. Peraltro, per legge, dopo tre anni di bilanci tecnici negativi, così verso l’anno 2029, la nostra Fondazione previdenziale avrebbe dovuto essere posta in liquidazione.
 
            Per senso di responsabilità sono stato così costretto a votare anche io la riforma parametrica (riconosciuta “necessaria ed urgente”) che, pur non risolvendo per sempre il problema della solidità della Cassa, ne assicura lo stato di salute fino al 2040, vale a dire l’anno nel quale è prevista - così ritardatamente - la prima criticità del saldo contabile tra entrate ed uscite.   E’ evidente che resta comunque da affrontare il tema di una riforma strutturale: i sistemi previdenziali statunitensi programmano la loro stabilità per 60-70 anni.  
 
            Un mese fa, il 16 febbraio, nella discussione nella precedente adunanza del Comitato, dichiarai che, in coscienza, capivo di dover votare la riforma, ma chiedevo sia di ridurre le spese della nostra Fondazione, sia di promuovere l’azione per far dichiarare l’incostituzionalità della doppia tassazione a carico della nostra previdenza, azione che ho studiato, che trovo fondata e per la quale - senza ipocrita modestia - mi propongo gratuitamente nel collegio difensivo con un tributarista ed un costituzionalista.   La vittoria ci assicurerebbe un risparmio notevolissimo.
 
            Da oltre un anno si sentiva parlare di un aumento al 15% del contributo soggettivo, attualmente al 10%, sui redditi professionali imponibili:  per attutire il colpo si portava ad esempio la contribuzione all’Inps, che grava per il 33% sui lavoratori e per il 9% sui datori di lavoro (così in totale per il 42%).   Con la deliberazione del Comitato dello scorso venerdì 17, l’aumento a nostro carico è stato contenuto al 12%, con decorrenza dall’anno 2009, mentre il contributo di solidarietà a carico degli avvocati ultrasettantenni, in attività e che pagano solo quello, aumenterà dal 3% al 4%.
 
            Dall’anno 2007 il contributo integrativo del 2% sul giro di affari iva aumenterà al 4%:   con tale aumento -che però soltanto nominalmente è a carico dei nostri clienti, essendo tale traslazione una “illusione finanziaria”-   tutti noi speriamo anche di parare l’attuazione della recente proposta elettorale di una parte politica di gravare le nostre parcelle di una quota della contribuzione statale per i costi delle domande di giustizia dei meno abbienti.   E’ meglio che l’aumento del 2% sia a favore della nostra Cassa, alla quale necessita, piuttosto che a favore dello Stato, in odio a noi.
 
            Dallo stesso anno 2007 la liquidazione dei supplementi di pensione (dopo cinque anni dal pensionamento) sarà calcolata su base contributiva (così inferiore di circa un terzo rispetto al precedente sistema su base retributiva), come per il calcolo di tutte le nuove pensioni (anch’esse, dunque, così ridotte, salvo il principio del pro rata per le decorrenze dei due diversi metodi di calcolo).   Inoltre, il calcolo della pensione sarà basato sui contributi dell’intera vita professionale (non più su alcuni anni migliori), con esclusione dei cinque anni di redditi peggiori. L’unico sollievo contributivo con tale riforma lo ricevono i giovani:    per i nuovi iscrivendi alla Cassa, entro i 35 anni di età, sono state stabilite agevolazioni ulteriori -oltre a quelle già in vigore- ma così essi, agevolati all’inizio, riceveranno conseguentemente meno pensione, perché il sistema contributivo di calcolo della pensione non fa favori a nessuno, a differenza del sistema retributivo di cui hanno finora goduto tutti i nostri pensionati (anche se molti si lamentano perfino di quanto hanno finora ricevuto da un sistema che violava ogni buon senso finanziario e che scorrettamente ha beneficato proprio gli evasori).
           
            Con questa comunicazione appago il mio scrupolo di informare i Colleghi, essendo costernato per la brutta notizia che mi carico di segnalare, ma convinto che il Comitato dei Delegati ha fatto il proprio dovere per il bene comune.   A mio carico aggiungo il costo della diffusione per telefax di questo messaggio, diretto a coloro con i quali mi divido lo stesso pane, mentre altri preferiscono pavoneggiarsi su un quotidiano romano, a bassissima tiratura e così offerto gratuitamente dinanzi agli uffici giudiziari romani, ma con spese a carico del Consiglio dell’Ordine e così dei Colleghi:   al riguardo anticipo qui che -rientrato in Consiglio- mi opporrò alla prosecuzione di una tale assurdità, che qualcuno sogna addirittura di raddoppiare -sempre a nostre spese- con un altro quotidiano romano. Pazzesco. Sono certo che Donatella Cerè, Paolo Nesta, Giulio Prosperetti si assoceranno a me nell’opporsi e mi chiedo chi altri si assocerà: dovrebbero essere in tutto altri 14 onesti o no ?    Se così non fosse, Vi farete sentire Voi, vero ?
            
            Colgo l’occasione dell’informazione previdenziale per riferire che fino al 31 maggio possiamo assicurare per la tutela sanitaria anche i nostri familiari, con bassissimo premio, aggiungendoli nell’assicurazione stipulata per noi dalla Cassa:   i moduli sono reperibili anche dal sito “ www.cassaforense.it “.
            
            Da tempo vado predicando che chi non prova a costruirsi il futuro che desidera deve accontentarsi del futuro che gli capita, sicché oso sperare nell’intelligente sostegno dei migliori al mio impegno per il bene comune. 

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