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venerdì 24 maggio 2019 ..:: Chiedi agli esperti » Ferdinando Paparatti ::.. Registrazione  Login
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DOMANDA
RISPOSTA DI
FERDINANDO PAPARATTI
Porgo all’attenzione del Collega Avv. Ferdinando Paparatti il seguente quesito:
può l’actio confessoria, con riguardo ad una servitù di passaggio pedonale e veicolare, essere proposta anche da uno solo dei comproprietari ? Sussiste o meno litisconsorzio necessario ? ”
 
Egregio Collega, in merito al quesito che mi ha posto, assolvo in modo necessariamente succinto, ma spero, onde essere d’aiuto, efficace.
Sulla legittimazione attiva e passiva con riguardo all’azione confessoria, la giurisprudenza ritiene: 
a) che “ove del fondo dominante siano comproprietari pro quota più soggetti, si ritiene che l’azione confessoria possa essere proposta anche da uno solo dei comproprietari, e che non sussista litisconsorzio necessario” (Cass. 74/1514, Cass. 86/1214),;
b) che, “ l’actio confessoria di una servitù di passaggio di una a vantaggio di una pluralità di fondi appartenenti a diversi proprietari può essere esercitata anche dal proprietario di uno soltanto dei fondi dominanti, senza necessità di integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri. (Cass. 25.05.1995 n. 5798);
c) che L’actio confessoria di una servitù di passaggio che attraversa più fondi, avendo lo scopo di accertare l’esistenza del rapporto di servitù contestato, deve essere proposta solo nei confronti del proprietario del fondo aggravato che contesti l’esistenza della servitù senza necessità di integrare il contraddittorio nei confronti dei proprietari degli altri fondi che non contestino la servitù e non pongano impedimento al suo esercizio.(Cass. 02.03.1996, n. 1632).
d) che L’azione di accertamento, positivo o negativo, di una servitù di passaggio attraverso più fondi, va proposta soltanto da o contro il proprietario o i proprietari del fondo o dei fondi, che contesti o contestino l’esistenza della servitù e non è necessario integrare il contraddittorio nei confronti degli altri che non frappongono ostacoli al suo esercizio”(Cass. 12.02.2000, n. 1565)                  * * * *
L’orientamento giurisprudenziale, sopra riportato, che è conforme anche all’orientamento dottrinario, dovrebbe sgombrare il campo da ogni dubbio rispetto al quesito proposto. Buon lavoro.
 
 

  
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